Farmaci e caldo estivo estremo: a cosa fare attenzione in estate

Diciamoci la verità. Quando arriva un'ondata di calore, molte persone pensano subito ad acqua, ombra o protezione solare. Ma c'è un'altra domanda molto frequente che a volte viene trascurata: il caldo può alterare i farmaci?

Farmaci e caldo estivo estremo: a cosa fare attenzione in estate

Il rapporto tra farmaci e caldo estremo

Non tutto ciò che riguarda farmaci ed estate ha lo stesso significato.

Da un lato c'è la conservazione. Alcuni farmaci vanno conservati tra 2 e 8 °C, altri al di sotto dei 25 o 30 °C, altri ancora non richiedono condizioni particolari. Queste indicazioni vanno sempre verificate sul foglietto illustrativo e sulla confezione.

Dall'altro c'è l'effetto del caldo sulla persona che assume la terapia. L'AEMPS avverte che alcuni farmaci, durante un'ondata di calore, possono aggravare la disidratazione, alterare la funzione renale, modificare la termoregolazione o complicare il colpo di calore o il collasso da calore.

Come conservare i farmaci quando le temperature salgono molto

La prima regola resta la più utile: leggere il foglietto illustrativo. Lì sono indicate le reali condizioni di conservazione. L'AEMPS insiste su questo punto e ricorda che, se un farmaco richiede una temperatura particolare, l'informazione compare anche sulla confezione.

In casa è opportuno conservarli in un luogo fresco, asciutto e al riparo dal caldo. E in viaggio è consigliabile evitare l'auto al sole, poiché l'AEMPS sconsiglia di lasciare i farmaci in bagagliai o abitacoli a temperature molto elevate.

Quando il farmaco va tenuto in frigorifero

Qui valgono regole più severe. I farmaci che devono essere conservati tra 2 e 8 °C vanno tenuti in frigorifero. E, se devono essere trasportati, il Consiglio Generale consiglia di usare una borsa frigo portatile fino al ritorno a casa.

Questo è particolarmente rilevante per alcune terapie iniettabili, determinati farmaci per il diabete e i vaccini, che richiedono un mantenimento più scrupoloso della catena del freddo.

Quali segnali possono indicare che un farmaco si è alterato

Alcune forme farmaceutiche sono più sensibili al caldo. L'AEMPS e il Consiglio Generale segnalano in particolare creme, pomate, gel, ovuli e supposte. Se cambiano aspetto, si separano in fasi, diventano più morbidi o non hanno più l'aspetto abituale, non vanno usati senza un consulto preventivo.

Quali terapie possono richiedere più attenzione durante un'ondata di calore

Oltre alla conservazione, alcune terapie possono far sì che l'organismo affronti peggio un'ondata di calore.

L'AEMPS riassume qui diversi scenari: farmaci che favoriscono disidratazione o alterazioni elettrolitiche, terapie che possono compromettere la funzione renale, farmaci il cui comportamento cambia in caso di disidratazione e altri che influiscono sulla termoregolazione.

Tra i gruppi più frequentemente citati nelle raccomandazioni ufficiali figurano diuretici, antinfiammatori non steroidei, alcuni antistaminici e farmaci con effetti anticolinergici, oltre ad alcune terapie neurologiche o psichiatriche.

Chi deve fare particolare attenzione in estate

Non tutti hanno lo stesso rischio. L'AEMPS evidenzia come gruppi particolarmente vulnerabili gli anziani, i bambini, le persone con patologie croniche che richiedono terapia e le persone non autosufficienti.

Per questo motivo, per chi assume più farmaci e ha precedenti di problemi cardiovascolari, diabete, patologie renali o difficoltà di mobilità, è ancora più sensato rivedere la terapia abituale prima di un viaggio o di un periodo di caldo intenso.

Cosa fare in caso di dubbi

L'approccio più ragionevole è non improvvisare, ma verificare quattro cose: controllare foglietto illustrativo e confezione, confermare se servono frigorifero o limiti di temperatura specifici, osservare se l'aspetto del farmaco è cambiato, e consultare il proprio farmacista o medico se si assumono più terapie o si è stati esposti a caldo intenso.

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